Più Popolare

Manuela Taffi on the web

Eventi-Presentazioni Aprile 2019 Io Solo Manuela Taffi, libro sul bullismo e temi sociali

Eventi-Presentazioni Aprile 2019 Io Solo Manuela Taffi, libro sul bullismo e temi sociali




Eventi-Presentazioni Aprile 2019 Io Solo Manuela Taffi, libro sul bullismo e temi sociali
Eventi-Presentazioni Aprile 2019 Io Solo Manuela Taffi, libro sul bullismo e temi sociali







Eventi-Presentazioni Aprile 2019 Io Solo Manuela Taffi, libro sul bullismo e temi sociali 

-5 Aprile 2019 ore 18 Muccia (Mc) Libreria Gulliver Mondadori - vedi locandina

-5 Aprile 2019 ore 21 San Severino Marche (Mc) Istituto Tacchi Venturi & Associazione 108 "Una scuola per la vita" - vedi locandina

-11 Aprile 2019 Loreto (An) - Rotary Club - Locandina e dettagli presto disponibili







Bullismo - Come contrastarlo

Bullismo - Come contrastarlo


Come contrastare il bullismo

Il fenomeno, sempre più spesso al centro di fatti di cronaca, coinvolge bambini e ragazzi dalla scuola primaria alle superiori, pur se con forme diverse (secondo gli studi degli ultimi 15 anni, e i dati Eurispes-Telefono Azzurro, la fascia media di 'punta' è tra i 7-9 anni, nel corso della scuola primaria e poi verso i 12-15 anni, tra medie e superiori).

bullismo cyberbullismo io solo libro sul bullismo manuela taffi autrice scuole adolescenti problemi famiglia


1. Riconoscere il bullismo
Quando succede un atto di bullismo il primo fondamentale passo è riconoscerlo. Il bullismo è diverso da una qualsiasi forma di aggressione o dalle lotte che i bambini ogni tanto fanno tra loro,nelle azzuffate tra ragazzi c’è un intento giocoso, spontaneo, in cui ci si diverte ad attaccarsi per mettere alla prova le proprie forze, senza avere l’intenzione di far del male ed accettando di potersi invertire i ruoli tra chi sta ‘sotto’ e chi ‘sopra’; nel bullismo invece c’è l’intenzionalità del gesto, che non è un atto di violenza estemporanea, ma qualcosa di sistematico, deliberato e calcolato ai danni della vittima presa di mira. La violenza può essere sia fisica, come più spesso succede tra maschi, sia verbale, con forme di insulti e critiche, ma anche più nascosta, attraverso atteggiamenti di emarginazione o sottrazione di oggetti. Attraverso i suoi atti di prevaricazione il bullo cerca una posizione si di prestigio, che evidentemente non riesce a raggiungere in altro modo, per sentirsi forte e importante agli occhi del suo pubblico. 

2. Non restare indifferenti di fronte ad atti di bullismo
Di fronte a certi fenomeni il mondo degli adulti non può restare indifferente, ma deve intervenire, per proteggere i diretti protagonisti ma anche per lanciare un messaggio chiaro e forte a coloro che assistono dall’ esterno, che potrebbero ricavarne la sensazione che è giusto avere rispetto per chi è bullo ed è meglio non dire nulla, nel timore di poter diventare le vittime successive. Oppure chiedersi a che cosa possa servire non essere violenti. Anche perché molto spesso gli spettatori non intervengono sia per paura di ritorsioni sia perché in fondo provano una certa ammirazione per colui che ha il coraggio di imporsi agli altri, sottrarsi alle regole, prendere iniziative che loro non sarebbero capaci di prendere..

3. Insegnare la riflessione e l’autocontrollo
Il bullismo è tipico dell’età in cui nel cervello non sono ancora sviluppate le ‘centraline’ della riflessione e dell’autocontrollo, per cui si agisce spesso d’impulso, senza rendersi conto delle conseguenze che certe azioni possono provocare nell’ altro. Se il cervello prima dei 18-20 anni è ancora fisiologicamente immaturo, sta a noi adulti insegnare ai ragazzi a tenere l’aggressività sotto controllo e non reagire in maniera impulsiva. E considerare che la vera forza sta nel riflettere prima di agire.

4. Capire che cosa si nasconde dietro il comportamento del bullo  
Si è portati a pensare che nella coppia bullo-vittima quello fragile sia la vittima, in realtà anche il bullo, dietro il suo comportamento, nasconde delle fragilità e delle problematiche anche serie che, se non risolte, possono portare su strade pericolose e talvolta senza ritorno. Gli episodi di bullismo possono allora essere l’occasione per far emergere certe difficoltà, aiutare il bullo a liberarsene e a canalizzare la sua aggressività in comportamenti più costruttivi, ad esempio in forme di arte o di impegno sociale.

5. Adottare strategie d’intervento a scuola 
Per contrastare il bullismo a scuola ha un ruolo fondamentale. Tante le possibili strategie d’intervento: a scopo preventivo, in classe si possono organizzare lezioni per parlare di bullismo, magari con la collaborazione dello psicologo scolastico, prendendo spunto da un episodio che non necessariamente coinvolge la loro scuola. Parlarne è un ottimo ‘allenamento’ per abituare i ragazzi a ragionare sulla complessità della psiche umana, mettersi nei panni degli altri, cogliere gli aspetti nascosti che si celano dietro un comportamento sbagliato..
Se poi si viene a conoscenza di atti di bullismo nella scuola, in prima battuta si può convocare il bullo (se ci sono più bulli, se ne convoca sempre uno per volta per evitare forme di coalizione) e, senza fare esplicite accuse, informarlo che si è venuti a conoscenza di certi episodi, per fare capire che la situazione viene tenuta sotto osservazione e per scoraggiare ulteriori aggressioni.

6. Ricorrere a sanzioni educative 
Se la violenza va avanti, occorre intervenire con sanzioni. Che siano non vendicative o umilianti, ma finalizzate a far riflettere su quel che si è commesso si può ad esempio dar da leggere libri in cui si parla di bullismo. Oppure si assegna ai bulli il ruolo di difensori dei deboli, incaricandoli ad esempio di fungere da tutor dei bambini più piccoli o presi in giro, giocando insieme a loro e sorvegliando che nessuno dia loro fastidio. In questo modo gli ‘ex bulli’ si possono sentire gratificati dal fatto di avere una posizione di superiorità riconosciuta ed apprezzata dalla scuola, che quindi non fa sentire loro il bisogno di cercare gratificazioni nella violenza.  

7. Spronare la vittima a reagire
Chi è vittima di bullismo deve essere aiutato innanzitutto bloccando ‘dall’ alto’ le azioni di violenza e di aggressività. Nel contempo, molto si può fare per aiutare il bambino o il ragazzo a difendersi da solo, non rispondendo alla violenza con la violenza, ma imparando a reagire con un po’ di sana aggressività e a tirare fuori la propria grinta. Perché il bullo sceglie la sua vittima tra coloro che vede più sottomessi, remissivi, timidi e arrendevoli e, se vede che il ragazzino accetta l’aggressione o l’umiliazione, continua a perseguitarlo; se invece percepisce che la potenziale vittima non ci sta e reagisce in modo fermo e netto, spesso fa un passo indietro.
Gli si può insegnare allora a rispondere per le rime (ad un ‘sei uno sfigato’ si può rispondere ad esempio ‘la tua è tutta invidia’, ad un ‘sei ciccione’ un ‘però sono intelligente’), a non abbassare lo sguardo (è indice di sottomissione), ad usare un tono di voce pacato, che per rispecchiamento porta l’interlocutore ad abbassare i toni. Importante inoltre avere sempre degli amici e stare in gruppo, perché il bullo spesso prende di mira chi è isolato dal contesto. 
Per aumentare la sicurezza in se stessi, molto utile frequentare un corso di autodifesa: non per imparare ad usare a sua volta la forza fisica, ma per aumentare la fiducia nelle proprie capacità e non sentirsi ‘debole’ agli occhi degli altri .

8. Creare alleanze scuola-famiglie
Genitori e scuola devono essere complici e coerenti  nel progetto educativo dei ragazzi. A tal fine, sarebbe bene convocare le famiglie già all’ inizio dell’anno scolastico per esporre qual è il metodo didattico che si intende adottare, quali le azioni educative volte a prevenire e contrastare il bullismo, favorire le relazioni e risolvere i conflitti, anche con l’aiuto dello psicologo scolastico. E poi organizzare altri incontri nel corso dell’anno per mostrare il lavoro che si sta svolgendo e i suoi risultati e risolvere in sinergia eventuali problemi. 

✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧✧

Anche i bulli vanno aiutati perché, spesso, sono incapaci di comunicare correttamente i loro stati d'animo. In genere, non riescono a gestire i normali conflitti della vita di tutti i giorni. Per chi compie atti di bullismo, può essere importante dare dignità alla rabbia. È importante, per esempio, offrire strategie chiare che permettano di riconoscere i segnali che indicano quando il ragazzo sta per arrabbiarsi. In questo modo, è possibile trovare canali di sfogo che non creino danni a nessuno, parlando della rabbia e attraverso la propria rabbia.

INFORMAZIONI UTILI

Dal 2007 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) porta avanti una serie di programmi di prevenzione e ha istituito un numero verde, 800.66.96.96 e un indirizzo mail, bullismo@istruzione.it, per chiedere informazioni e consigli o segnalare casi di bullismo (dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00).



"Mi chiamavano Piergay". Spot contro il bullismo

"Mi chiamavano Piergay". 

Spot contro il bullismo




"Vorrei fare un appello a tutti i genitori: insegnate ai vostri figli che il mondo va avanti, che la vita è corta e bisogna vivere esaltando l'amore, l'amicizia, le passioni". Si chiudeva così, un anno fa, un post scritto su Facebook dal giovanissimo attore e regista Pierluigi Glionna che aveva deciso di raccontare la sua amara esperienza contro il bullismo. "Sono Pierluigi; per gli amici Pier, Pipè, Piè... per molti sono purtroppo Piergay. - scriveva dopo l’ennesimo episodio nella sua Spinazzola. Da quel racconto diventato virale è nato uno spot anti-bullismo, realizzato grazie alla Regione Puglia, Apulia film commission e prodotto da Sinapsi-produzioni partecipate. “Rompi il silenzio” è ambientato a scuola, all’istituto comprensivo Mazzini-De Cesare di Spinazzola, ed è una chiave di lettura per vincere la paura e comprendere meglio quanto il supporto di coetanei e adulti sia uno degli strumenti per combattere quello che erroneamente viene spesso definito “una bravata” o magari “una battuta”. La regia è dello stesso Glionna, il soggetto di Miriam d’Oria, la sceneggiatura di Annalisa Tesoro, mentre gli attori sono Lucrezia Guidone (la professoressa) e i piccoli Nicolò Fortunato e Caterina Rinella.
Video: Sinapsi / Produzioni Partecipate

Manuela Taffi Autrice













Salone del libro di Torino 2019



Salone del libro, Torino 2019 Manuela Taffi Autrice Io Solo Gruppo Albatros Il Filo Editore - Roma



 Parteciperà il libro IO SOLO di MANUELA TAFFI







info: press@manuelataffi.com




Safer Internet day 2019


Safer Internet day 2019


5 febbraio 2019


Il Safer internet day (Sid) è un evento annuale promosso dalla Commissione europea nell'ambito del programma 'Connecting Europe Facility' (Cef) al fine di favorire un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani di tutto il mondo. Nel mondo il 70,6% dei giovani ha una connessione a internet. Tra gli 80 paesi presi in considerazione sono molti quelli che superano l'80% dei giovani tra i 15 e i 24 anni connessi: in Finlandia, Islanda, Lussemburgo, Malta e Slovenia sono collegati a internet il 100% dei ragazzi. Seguono il Regno Unito e la Corea del Sud con il 99,8%, il Portogallo e la Germania con il 99%, la Spagna con il 98%, la Francia con il 97% e infine gli Stati Uniti con l'85,2%. Se in questi paesi la connessione giovanile è più o meno totale, non è lo stesso per la Nigeria, in cui solo il 4,6% ne possiede una; in Bangladesh la percentuale si alza all'11,8%, in Pakistan al 18,5%, in Zimbawe al 25% e in Kenya al 29,7%. Quindi, mentre negli stati più ricchi il 94% dei giovani è online, secondo l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, nei paesi più poveri la percentuale si abbassa. Nonostante questo, risulta comunque connesso più del 65% dei giovani. In Italia, i giovani online sono il 90,2% e tra questi l'analisi ha registrato che l'89,8% sono ragazze mentre il 90,6% sono ragazzi. Con queste percentuali, anche la necessità di una seria prevenzione alle molestie online cresce: dai dati raccolti dall'UNESCO infatti tra il 5% e il 21% dei ragazzi, nei paesi ad alto reddito, sono stati colpiti da cyberbullismo, con un rischio maggiore quando si tratta di ragazze.  La gentilezza contro il cyberbullismo "Abbiamo ascoltato i bambini e i giovani del mondo e ciò che dicono è chiaro: internet deve diventare un luogo pieno di gentilezza. Per questo, per il Safer Internet Day, l'UNICEF sta invitando tutti, giovani e adulti, ad essere gentili online, chiedendo un'azione più ampia per rendere internet un posto più sicuro per ognuno", ha spiegato Francesco Samengo, presidente dell'UNICEF Italia. Nel nostro Paese, una legge contro il cyberbullismo esiste: "A distanza di quasi due anni dall'entrata in vigore della legge sul contrasto del cyberbullismo (L.71/17), approvata in via definitiva dal Parlamento italiano il 17 maggio 2017, l'UNICEF Italia ne auspica una piena attuazione soprattutto in materia di prevenzione. Prevenire gli atti di bullismo online è la nostra sfida più importante e impegnativa", ha aggiunto Samengo. Proprio per questo motivo è necessario che "venga implementato il Piano di azione per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, previsto dall'articolo 3 della stessa legge".  La necessità della prevenzione e della lotta al cyberbullismo si sono palesati anche in seguito a un sondaggio realizzato tra i giovani: in cinque settimane sono state ricevute più di 1 milione di risposte da più di 160 paesi attraverso l'iniziativa svolta in tutto il mondo, #ENDviolence Youth Talks, condotta da studenti. Non solo, grazie a questa iniziativa sono stati presentati anche dei suggerimenti rivolti ai genitori, agli insegnanti, ma anche ai politici per tenere al sicuro i giovani online, identificando nella gentilezza l'azione piu' potente per prevenire tutti i tipi di bullismo. Su Twitter il mondo nel palmo delle mani Twitter ha lanciato oggi un emoji  speciale, nella giornata dedicata al Safer Internet Day. L'emoji, che rappresenta la Terra nel palmo delle mani di una persona, si attiva quando viene pubblicato un tweet con gli hashtag   #SaferInternetDay, #SaferInternetDay2019 e #SID2019. In occasione della giornata, Twitter ha creato un kit di strumenti utili per la sicurezza che permette di decidere cosa vedere e con chi interagire. E ci sono consigli per personalizzare e migliorare la propria esperienza come usare lo strumento 'unfollow' con cui smettere di seguire un account; oppure il 'blocco', che aiuta a controllare come interagire con gli altri profili e ancora l'attivazione di un 'filtro per le notifiche' che quando è attivo rimuove le notifiche per i contenuti di bassa qualità come i tweetspam. I consigli per la sicurezza di Facebook Per essere sicuri di condividere i propri contenuti solo con chi si vuole è possibile modificare e controllare periodicamente le opzioni sulla privacy. Si può ad esempio scegliere di non mostrare la propria lista di amici o impedire le richieste di amicizia che arrivano da parte di sconosciuti rendendosi raggiungibili solo per gli amici degli amici. E' essenziale proteggere la propria password con l'autenticazione a due fattori e ricordarsi sempre di disconnettersi quando si accede al proprio profilo dal dispositivo di un'altra persona. Altrimenti può essere utile sapere che il logout può essere fatto in qualunque momento nella sezione "Suggerimenti e funzioni di sicurezza". Basta andare alla sezione "Dove hai effettuato l'accesso" e dare un'occhiata all'elenco dei computer, telefoni e tablet collegati. Facebook mette anche a disposizione un portale per i genitori con link e suggerimenti utili per aiutare i figli a gestire la pagina. I consigli per la sicurezza di Google In occasione del #SaferInternetDay2019, Google ha presentato i risultati di un sondaggio commissionato a YouGov sul tema della sicurezza online. Quando si tratta di pericoli online il 54% degli italiani intervistati ha dichiarato di aver ricevuto email di phishing, il 15% ha affermato di aver avuto il pc infettato da virus o da altri malware (con informazioni personali rubate e manipolate), il 13% ha dichiarato di aver subìto accessi non autorizzati ai propri profili social o ai propri account di posta elettronica, l’8% è stata vittima di scam. La consapevolezza dell’importanza di impostare misure di protezione adeguate a tutela dei propri dati personali sta crescendo, anche se c'è molta strada da fare: la metà degli intervistati dispone di password differenti per ognuno dei servizi online che utilizza, ma più del 38% degli intervistati continua a utilizzare la stessa password per alcuni o addirittura per tutti i servizi online utilizzati. Quando si tratta di aggiornare le credenziali di accesso, circa un terzo degli intervistati (32%) cambia la propria password ogni 6/12 mesi, il 27% ogni 2/5 mesi, solo il 21% le cambia con frequenza mensile, e il 14% addirittura mai.   Situazione in chiaroscuro anche quando si tratta di impostare un secondo livello di protezione per accedere ai propri servizi online: un intervistato su quattro non ha mai utilizzato la verifica in due passaggi, mentre il 43% l’ha impostata solo su alcuni account. Le cose non vanno meglio per quanto riguarda la mail di recupero, visto che più della metà degli intervistati non l’ha impostata o l’ha impostata solo per alcuni servizi. Il 32% degli intervistati afferma di aggiornare il software una o più volte in un mese, mentre il 19% una volta o meno di una volta ogni sei mesi. Il 19% dichiara invece di non farlo mai. Se il 51% teme principalmente che le informazioni di natura finanziaria (a partire dai dati bancari) possano cadere nelle mani sbagliate, il 14% nutre apprensione per le proprie informazioni di carattere personale (indirizzo di casa), il 13% invece per le informazioni legate a momenti personali (foto). Seguono email ai colleghi (5%) e siti visitati (5%).  Anche sulla base di questi dati Google ha stilato una lista di consigli per utilizzare il web in sicurezza e tenere protetti i propri dati. Mai rivelare la propria password evitando così gli attacchi di phishing, controllare i file prima di scaricarli, aggiornare il software e non installare app potenzialmente dannose. Per una maggiore protezione è possibile acquistare un token di sicurezza fisico da inserire nella porta USB del computer o da collegare al o dispositivo mobile tramite NFC (Near Field Communication) o Bluetooth.  Scegliere bene la propria password è di grande importanza: ad esempio si possono usare una serie di parole facili da ricordare o le prime lettere di ogni parola di una frase più lunga. Per renderla ancora più efficace, la password deve avere almeno otto caratteri: a maggiore lunghezza corrisponde maggiore sicurezza. Un gestore di password, come Smart Lock in Chrome, aiuta a proteggere e tenere traccia di tutte le password dei diversi account online. Può persino ricordare le risposte alle domande di sicurezza e generare password casuali per i diversi servizi online. L’educazione civica digitale è una delle grandi sfide della società contemporanea.

Per questo Google in collaborazione con Altroconsumo e Telefono Azzurro ha realizzato il progetto Vivi Internet al meglio, disponibile gratuitamente visitando g.co/vivinternetalmeglio: un’iniziativa per promuovere un utilizzo positivo e responsabile del web tra gli adolescenti, attraverso cinque aree tematiche: Condividi usando il buon senso, Impara a distinguere il vero dal falso, Custodisci le tue informazioni personali, Diffondi la gentilezza, Nel dubbio, parlane.

Fonte: Rai







Inizia la raccolta foto di "Io Solo"


                           LIBRI SUL BULLISMO




Inizia la raccolta foto di "Io Solo" lungo il territorio italiano. Chi vuole può inviare foto attraverso Messenger, Instagram ecc. Se acquistate il libro, vi fate la foto e la mandate a questa pagina vi invierò in regalo un segnalibro personalizzato del libro "Io Solo" con la mia firma e dedica, lasciate anche il vostro indirizzo. Grazie! Manuela Taffi.

INVIA LE TUE FOTO DI IO SOLO, LEGGI COME,CLICCA



manuela taffi io solo libro sul bullismo libri per scuole letture adolescenti genitori gruppo albatros il filo editore